La rassegna di Francoforte ha chiuso ieri i battenti e lascia sul campo la scia di una strategia di uscita dalla crisi che accomuna tutti i principali costruttori. Da più parti, infatti, si sono visti i segni di una svolta che nei prossimi anni cambierà radicalmente il volto dell'automobile, ma che non ha ancora una roadmap precisa.
Se infatti praticamente tutti si riconoscono nella messa in cantiere di vetture più rispettose del'ambiente, sia quanto a emissioni nocive, sia nel più realistico fattore consumi e quindi sul battesimo di automobili ibride ed elettriche, si sono evidenziate d'altro canto diverse teorie sul successo e sul reale livello di infrastruttura necessari all'affermazione di queste vetture. E' un po' lo stesso discorso dell'idrogeno: la tecnologia è ben nota e già industrializzabile, ma la pianificazione delle strutture sul campo che rendano questa scelta utilizzabile in pratica, leggi i distributori (di batterie già cariche?) e la fornitura di energia (le stazioni di rifornimento), richiede ancora parecchio tempo per essere pronta.
Almeno secondo alcuni. Renault, infatti spinge per un elettrico subito, nei prossimi due anni, sorvolando sulla difficoltà e sulla effettiva disponibilità di pacchi batterie "in rotazione" per garantire la mobilità delle auto elettriche. VW prende tempo, secondo la logica dei piccoli passi che da sempre l'ha contraddistinta e che la porta a garantire nel frattempo, con i suoi prodotti a bassissima emissione e basso consumo un presente "pulito" raggiungibile.
La scuola ibrida ha fatto segnare altri punti a favore delle teorie USA, quelle della Chevrolet Volt e della Opel Ampera, le E-REV, ibride ad autonomia estesa tramite un propulsore a combustione che fornisce energia ai motori elettrici di trazione. E' il caso della Lotus, che ha progettato con la sua divisione engineering il primo motore (a tre cilindri) espressamente concepito come motogeneratore per garantire l'autonomia. O della BMW, che sulla sua futuristica Vison EfficientDynamic monta l'assai più concreto 3 cilindri di 1,5 litri che qui serve da generatore ma che andrà anche in gamma allle Serie 1 e 3 nel prossimo futuro.
La strada dunque è quella. Gi aggiustamenti sono d'obbligo, anche perché legati alla disponibilità finanziaria delle diverse aziende, che per conseguire questi obiettivi devono spendere molto proprio nel momento in cui gli introiti si riducono. ma è da sempre la storia dell'imprenditoria, quella vera. Investire in tecnologia per superare le crisi.
D'altronde anche le sportive hanno mostrato un volto nuovo. Una per tutte la Mercedes-Benz SLS AMG, di cui è prevista una versione elettrica con le stesse prestazioni di quella a benzina. Il fatto che poi ci siano anche la Lamborghini Reventon Roadster o la Aston Martin Rapide fa parte della coreografia di un prodotto che deve sempre lasciare spazio al sogno. Ma che vive di concretezza.






Segnala e condividi