Incentivi: Berlusconi stuzzica la Fiat

Di Igor Principe | Giovedì 4 Febbraio 2010

Silvio Berlusconi stuzzica la Fiat. Il premier è tornato a parlare di incentivi, spiegando che il governo sta valutando la possibilità di rinnovarli. Di nuovo, rispetto a quanto dichiarato ieri dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, c'è una stoccata alla Casa di Torino: “Pare non sia interessata ad averli”. Quindi ha aggiunto: “Stiamo discutendo con gli altri protagonisti del mondo dell’auto, e siamo sempre aperti e pronti a dare una mano là dove serve ai settori che ne hanno bisogno”.

Ligio al dovere della battuta, Berlusconi risponde in quel modo a Sergio Marchionne, che stamattina, dalle colonne della Stampa, chiede al governo una cosa sola: decidere in tempi brevi se per gli incentivi è un sì o un no. “Sono agnostico sugli incentivi – ha detto il manager –: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall'incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia”.

In una lunga intervista a Mario Calabresi, direttore del quotidiano torinese, Marchionne spiega la posizione di Fiat riguardo Termini Imerese e la cassa integrazione, con una digressione sul passato e sul futuro italiano dell'azienda. Eccone i punti principali.

Su Termini Imerese: “La decisione di non fare più automobili a Termini Imerese dal 2011 è stata presa: non ci sono i requisiti perché possa continuare a produrre vetture. Non possiamo più permetterci di tenere aperto un impianto che da troppi anni funziona in perdita. Produrre un'auto lì costa fino a mille euro in più e più ne facciamo e più perdiamo. Non è in grado di stare in piedi”.

Sui costi sociali della chiusura (Marchionne cita un suo discorso del 2006): “E' nell’interesse della società appoggiare le persone che soffrono le conseguenze delle trasformazioni causate dai movimenti dei mercati. Queste persone hanno bisogno di sostegno per permettere loro di trovare un nuovo lavoro e mantenerle integrati nella società. Oggi la penso allo stesso modo e per questo ci faremo carico dei costi sociali delle ristrutturazioni”.

Sulla cassa integrazione (Calabresi sottolinea che la decisione è improvvisa e suona come una pressione sul governo per avere gli incentivi): “La legge prevede che la cassa integrazione sia comunicata 25 giorni prima. Se avessimo aspettato un mese in più avrebbero detto che volevamo alzare la tensione in prossimità delle elezioni. La verità è nei dati, che ci raccontano come gli ordini in Italia a gennaio siano crollati del cinquanta per cento rispetto a dicembre e sono quasi del 10 per cento più bassi di gennaio dell’anno scorso quando il mercato era in piena crisi. Con questa contrazione della domanda non si poteva fare altro che fermare la produzione. Non c'è nessuna provocazione e nessun ricatto”

Sul fatto che Termini ha goduto di aiuti pubblici: “A Termini Imerese, dal 1969, la Fiat ha investito 552 milioni di euro, ha avuto contributi a fondo perduto per 93 milioni e ha ricevuto finanziamenti per 164 milioni, che sono stati totalmente ripagati”.

Sull'impegno di Fiat in Italia: “Vogliamo arrivare nel 2012 a fare 900 mila auto (nel 2009 sono state 650 mila). A queste bisogna aggiungere 220 mila veicoli commerciali che saranno prodotti dalla Sevel in Abruzzo”.

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