Termini Imerese avrà un futuro anche dopo il 2011, quando Fiat sospenderà la produzione della Lancia Y. Ne è implicitamente convinto Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, che conta le offerte ricevute da chi è interessato all'impianto siciliano. “Sono tra le 8 e le 10, le stiamo valutando e le presenteremo il 5 marzo al tavolo dell’auto per valutare qual è quella che può garantire i posti di lavoro: abbiamo tempo un anno e mezzo”, ha detto Scajola. Che poi ha aggiunto: “Con la Fiat il discorso su Termini è chiuso, ma il gruppo concorda che agevolerà e non ostacolerà un’opzione diversa”.
Il discorso con Fiat è chiuso, sì, ma non da un accordo. Il governo non nasconde di avere opinioni diverse da quelle di Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne su Termini Imerese. “Noi riteniamo che ci sia ancora spazio – ha detto il ministro - , ma prendiamo atto della decisione di ridurre la produzione su quattro stabilimenti. Abbiamo chiesto però a Fiat un aumento di produzione auto in Italia, e aumenterà da 650mila a 900 mila pezzi”.
Sugli incentivi, Scajola prova a gettare acqua sul fuoco acceso la scorsa settimana dal presidente di Fiat Group, Montezemolo, e ravvivato dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta. Il primo aveva detto: “Da quando sono presidente, non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato”; il secondo aveva ribattuto: “Se sommassimo gli aiuti dati a Fiat in 50, ce la saremmo comprata più volte”. Scajola ha quindi precisato: “La Casa ha ricevuto 270 milioni per ricerca e investimenti sotto forma di incentivi, che hanno permesso di avere prodotti innovativi e di vincere la battaglia per Chrysler. Non sono da restituire, ma rappresentano un grande impegno affinché Fiat sviluppi la propria presenza in Italia”.
Il ministro ha poi concluso con un'ulteriore secchiata d'acqua sulle polemiche. “In passato il Lingotto ha dato diverse prove di poca attenzione all’auto, ma da quando c’è Marchionne ha investito molto sul settore, che è diventato il suo core business. E allora via le polemiche, ma la Fiat si ricordi che l’Italia ha dato alla Fiat come la Fiat ha dato all’Italia”.














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