“E' una grandissima giornata per Chrysler e per la sua squadra, che sta lavorando con passione e spero che darà vita a un'azienda dinamica e competitiva. Io mi sento come il quinto marito di Zsa Zsa Gabor. So cosa devo fare, ma non so se riuscirò a renderlo interessante”. Così Sergio Marchionne ha introdotto la presentazione del piano industriale della nuova Chrysler targata Fiat. La conferenza è tuttora in corso ad Auburn Hills, sobborgo nord di Detroit, ma alcuni punti sono già stati resti noti. Ecco quali.
I modelli. Saranno 21 entro il 2014, con riduzione delle attuali piattaforme da 11 a 7, tre delle quali in condivisione con Fiat. A marchio Chrysler arriveranno 3 novità: una nuova compatta, una berlina media e una vettura nel segmento sotto le compatte. Per Dodge, che si annuncia con nuovi colori (rosso e nero), il numero uno Ralph Gilles ha parlato di uno studio in corso su un possibile pick-up di media portata:
Quanto alla 500, è sì contemplato un futuro americano per la piccola del Lingotto, ma con qualche variante. La strutturà dovrà essere infatti modificata per poter superare i crash test sul posteriore, che in Usa si basano su standard più severi che in Europa.
La strategia sul brand. Si sa che Jeep sarà l'unico marchio globale: la Casa americana ha deciso di ridimensionare la portata mondiale di Chrysler e Dodge.
Liquidità. A fine settembre era di 5,7 miliardi di dollari, con un aumento di 1,7 miliardi nel corso del trimestre giugno-settembre. Sempre a quella data è stato registrato il pareggio operativo.
Obiettivi. Sergio Marchionne dirà agli analisti e ai presenti (circa 300 persone) che le vendite del gruppo Chrysler raddoppieranno. Si arriverà a 3 milioni di unità nel 2014 dai circa 1,5 milioni di quest'anno.





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