Dopo l'annuncio dei richiami dei giorni scorsi, legati al malfunzionamento del pedale dell'acceleratore, una nuova segnalazione di anomalia crea scompiglio nella Casa giapponese: si tratta dei problemi ai freni della Prius, con casi rilevati sia negli Stati Uniti sia In Giappone.
La situazione è seria, anche perché una task force USA della Nhtsa (l'ente dei trasporti) si era già recata in Giappone in dicembre per segnalare questioni legali legate ai precedenti malfunzionamenti di vetture Toyota. Ciò presuppone una salita del livello di allarme, non del tutto scevra da intenti protezionistici, a dire il vero, ma che il segretario USA ai trasporti Ray LaHood sta cavalcando, arrivando addirittura, con una evidente gaffe, a invitare i suoi connazionali a non guidare le Toyota.
D'altronde lo stesso governo nipponico ha preso misure a tutela dei possessori di Toyota, ordinando alla Casa di eseguire un'indagine per andare a fondo sul problema al sistema frenante dei propri veicoli. A seguire, il titolo Toyota ieri ha perso il 5,69% alla borsa di Tokyo. mentre il numero totale di vetture richiamate ha raggiunto i 4,5 milioni e le vendite di gennaio sono scese in America del 15,8%.
Insomma non tira aria buona per la Casa di Nagoya, sinora considerata un vero e proprio riferimento in termini di qualità e affidabilità produttive. In numerosi stabilimenti, infatti, si sono studiate per anni le soluzioni adottate da Toyota e in particolare da Lexus, ritenute le più performanti e affidabili in assoluto.
Ora le cose potrebbero cambiare e l'atteggiamento ritenuto sprezzante del management nipponico, ben rappresentato dal rifiuto di Akio Toyoda, numero 1 Toyota, di fare dichiarazioni e dalla delega al vicepresidente per le scuse in televisione (eseguite però, a dire dei giapponesi, senza il rituale di "umiliazione" che la situazione avrebbe richiesto), potrebbe aprire una crisi di portata mondiale per il gruppo.















Commenti